Vi presento l’antefatto di “Eterna love” così come viene presentato nel libro di Tang Qi. Rispetto al drama c’è una costruzione temporale diversa della storia, e per chi non ha ancora visto il drama ciò risulta essere SPOILER, a voi la scelta di leggerlo o meno.

Titolo originale三生三世十里桃花
Titolo italianoTre vite, tre mondi e un’infinita distesa di fiori di pesco
Autrice唐七 (Tang Qi)
Anno di uscita2009
Casa editrice湖南文艺出版社 (Casa editrice Hunan)
Titolo dramaEternal love
Fiori di pesco342🌸 (aggiornata il 18/05/2024)
Info generali romanzo

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antefatto

Ultimamente mi sono completamente abbandonata al sonno.

Nainai dice: “Probabilmente è a causa della gravidanza, per questo motivo bevete e dormite così tanto, niangniang[1] non dovete preoccuparvi.”

Nainai è la domestica che si prende cura di me, ed è anche l’unica persona nel Palazzo Xiwu disposta a sorridermi e a chiamarmi l’immortale concubina imperiale. La maggior parte degli immortali mi guarda con disprezzo perché Ye Hua non mi ha ancora conferito un titolo, ed anche perché in realtà io non sono una immortale, ma una semplice mortale.

Sembra che Nainai abbia aperto la finestra, sento il vento carezzarmi il viso.

Da fuori arriva un rumore di passi e la voce di Nainai appare sorpresa: “Niangniang, è sua Altezza il Principe Ereditario che sta venendo a farvi visita.”

Striscio fuori dalle coperte di broccato e mi appoggio alla sponda del letto. Sento il mio cervello ancora poco lucido, e sebbene mi sia appena svegliata vorrei rimettermi a dormire.

Avverto la coperta abbassarsi, penso sia Ye Hua che si è seduto accanto a me. Vagamente gli chiedo: “Questa sera le stelle sono luminose?” Lui fa una pausa e poi risponde: “Susu, è giorno.”

Con un gesto naturale della mano cerco di sfregare i miei occhi, ma sento una fascia di seta bianca annodata attorno alla mia testa. All’improvviso ricordo! I miei occhi non ci sono più!

Cerco ancora di sfregarli, e capisco. Non è la giornata a non essere luminosa, sono io che non riesco a vedere più nulla.

Ye Hua è rimasto un attimo in silenzio, poi ha detto: “Ti voglio sposare, voglio essere i tuoi occhi.”

Susu, voglio essere i tuoi occhi.

D’istinto l’ho allontanato da me. L’incubo di quella notte ancora una volta viene a me crudele e spietato, e riprendo a tremare in tutto il corpo per il terrore provato.

Ye Hua ha tirato a sé le mie mani: “Susu, cosa succede?”

Tremando senza sosta mento: “All’improvviso… all’improvviso m’è venuto sonno. Vai a occuparti dei tuoi affari, io voglio riposare un po’.”

La persona che in passato era indissolubilmente legata a me oggi non mi sopporta più, ma solo io ne sembro così stupita. Visto che gli piace così tanto quella donna perché mi ha fatto quella ridicola domanda?

Si è forse pentito?

Ye Hua se n’è andato. Nainai bussa leggermente alla porta. Pesantemente mi ributto sul letto. Il mio cervello è confuso come nuvole. Per un momento sono sul monte Junji[2] delle Terre Orientali, per un altro vedo il volto di Ye Hua, ed infine vedo un pugnale insanguinato e sento che i miei occhi non ci sono più. Fa male, fa talmente male che vorrei piangere, ma non posso.

Penso, che quando questo bambino nascerà, tornerò sul monte Junji, là tutto ha avuto inizio, e là tutto finirà.

Sono rimasta a lungo apatica. Nainai camminando in punta di piedi spinge delicatamente la porta per entrare e mi chiama dolcemente. “Niangniang, niangniang, siete sveglia?”

Ho soffocato le lacrime in gola con un colpo di tosse e le ho chiesto “Cosa c’è?”

Nainai ha bloccato immediatamente i suoi passi: “La Celestiale Concubina Imperiale Sujin ha mandato una domestica per recapitarle un invito scritto, vuole prendere un tè insieme a voi.”

Ho sollevato le coperte irritata a nascondere il volto: “Dille che sto già riposando!”

Non capisco perché Sujin continui a mostrarsi buona verso di me. Probabilmente perché per ottenere i miei occhi mi ha resa cieca. Si sarà forse pentita?

È ovvio che sia stata lei, è stata lei a convincere Ye Hua a prendere i miei occhi.

Non sono più la ragazzina impacciata giunta tre anni fa che cercava di attirare l’amore delle persone di questo posto con gentilezza e cortesia.

Probabilmente adesso è pomeriggio. Nainai mi risveglia scuotendomi, dice che i raggi del sole illuminano il cortile, e mi invita ad uscire per scaldarmi un po’.

Ha spostato una sedia a dondolo e prendendomi per mano ha iniziato a condurmi fuori. L’ho spinta via per provare ad uscire da sola reggendomi al tavolo ed al muro. Tutto questo è necessario, altrimenti nel momento in cui dovrò tornare alla Piattaforma per l’Esecuzione degli Immortali per gettarmici dentro come potrò farlo da sola?

Dopo aver preso un po’ di sole, desidero ancora riposare. In trance come se stessi sognando torno a tre anni indietro, sul monte Junji quando incontrai per la prima volta Ye Hua. La sua mano impugnava una fredda spada, solo e insanguinato si trovava riverso davanti alla porta della mia casa dal tetto di paglia. Lo feci entrare velocemente, fermai il sangue delle ferite con le medicine, e sgranai gli occhi ammutolita quando vidi che le sue ferite in realtà guarivano da sole.

Il mio aiuto non servì a nulla ma lui volle ricambiare il debito di gratitudine, e io non potei che allargare le braccia disperata: “Non puoi promettermi gratitudine.” E così ci siamo sposati, e sono rimasta incinta.

Da quando ho cominciato a ricordare gli eventi della mia vita, vivevo da sola sul monte Junji, con intorno soltanto uccellini, bestie, insetti e pesci; non avevo bisogno di un nome. Lui mi chiamò Susu, e disse che da quel momento in poi quello sarebbe stato il mio nome, e io ero così felice che sorrisi per giorni.

Più tardi mi portò con sé nei Nove Cieli. Allora seppi che mio marito era in realtà il nipote del Monarca Celeste Tianjun.

A quel tempo non era ancora stato innalzato a ruolo di Principe Ereditario.

Ma in questi Nove Cieli nessuno riconosce che lui sia mio marito. Perché lui non l’ha mai detto a nessuno di aver preso come moglie una mortale delle Terre Orientali, nemmeno al Monarca Celeste Tianjun.

Una notte andai al palazzo dove Ye Hua riposa per portargli un brodo. Intorno al palazzo non c’erano guardie a protezione, e la voce della Celestiale Concubina Imperiale Sujin si diffondeva lamentosa nell’aria: “Hai preso per moglie una mortale, l’hai fatto perché ti sei voluto vendicare del mio tradimento vero? Perché ho preso per marito il Sovrano Celeste Tianjun? Ma cosa avrei potuto fare? Cosa avrei potuto fare? Nei Quattro Mari e nelle Otto Terre quale donna avrebbe potuto opporsi alla volontà del Sovrano Celeste? Dimmi Ye Hua, la persona che ami sono ancora io, vero? L’hai chiamata Susu perché… perché nel mio nome c’è lo stesso carattere Su, vero?”

Quella notte sogno e realtà si scontrarono ed il primo si interruppe bruscamente. Indietreggiai spaventata col sudore freddo che mi pervase tutto il corpo. Ricordando accarezzo prudentemente per un po’ la mia pancia che si sta ingrossando sempre più. Sono incinta già da tre anni, probabilmente a breve partorirò.

Al calar della notte Nainai non è venuta ad assistermi ed io non conosco ancora un modo per attingere da sola dell’acqua per lavarmi il viso e sciacquarmi la bocca. Ho dovuto quindi rompere il silenzio sollecitandola. Nainai è venuta ad aiutarmi ed io ho immediatamente nascosto le gambe sotto la coperta di fiori per cercare di non essere scoperta, ma lei mi ha detto: “Niangniang aspettate ancora un po’, probabilmente Sua Altezza questa notte verrà, non potete saperlo.”

Non ho potuto fare a meno di sorridere silenziosamente. Dopo che avvenne quel fatto, Ye Hua non è più venuto a riposare con me. Lo sapevo, che da quel giorno non sarebbe più stato possibile.

Ai tempi del monte Junji delle Terre Orientali se Ye Hua mi avesse detto che c’era già un’altra donna nel suo cuore, io non sarei diventata sua moglie.

A quei tempi, non ero ancora innamorata di lui, ero soltanto una mortale che viveva sola e tranquilla.

Ma lui questa cosa non me la disse e mi sposò portandomi nei Nove Cieli.

Io ho una predisposizione innata nel fingere, perciò potrei fingere di non sapere della storia tra lui e la Divina Concubina Imperiale Sujin.

In fondo penso che sia io quella che lui ha sposato indipendentemente dal motivo. Siamo noi due che al Grande Lago delle Terre Orientali ci siamo inchinati a Cielo e Terra facendo il giuramento.  E a breve partorirò anche suo figlio. Lo amavo così tanto, c’è stato un tempo in cui sapeva davvero emozionarmi.

E lui, anche lui gradualmente e sinceramente mi ha mostrato dell’affetto.

Ero addirittura giunta a pensare di essere felice perché, anche se lui non mi amava, per lo meno un po’ gli piacevo, giusto?

Accettare questo genere di situazioni delle volte, rende le persone più umili.

Ma poi accadde quel fatto. Perciò mi sono svegliata dal mio sogno e il prezzo è stato perdere i miei occhi e perdere la luce.

Quel giorno, la Divina Concubina Imperiale Sujin mi invitò ad andare ad ammirare i fiori a Yaochi[3]. Pensai fosse un piccolo rinfresco per le donne della famiglia, così stupidamente accettai l’invito ma quando arrivai a Yaochi, mi accorsi che c’eravamo solo noi due.

Cercai di respingerla ma lei mi trascinò fino alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali.

Si fermò su di essa e mi sorrise freddamente: “Lo sai? Il Monarca Celeste Tianjun vuole conferire a Ye Hua il titolo di Principe Ereditario, e vuole che mi conceda a lui come sua Moglie Imperiale.”

Fino a quel momento non avevo capito i trucchi e le regole di questi immortali celesti, ho solo percepito tra il petto e lo stomaco delle forti emozioni ma non so bene se di rabbia o smarrimento.

Lei continuava a sorridermi timidamente: “Io e Ye Hua siamo innamorati. I Nove Cieli non sono mai stati luogo per i mortali. Dopo che sarà nato il bambino, tu dovrai venire alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali e buttarti di sotto, così potrai tornare nei luoghi da cui sei venuta.”

Io non sapevo se saltando dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali sarei davvero tornata al monte Junji, a quel tempo non avevo ancora pensato di andarmene. Così con stupore le chiesi: “E’ Ye Hua che vuole che io me ne vada? Anche se qui ancora nessuno lo riconosce io sono sua moglie e dovrei stare con lui.”

Ripensandoci adesso, quelle parole, furono davvero umilianti.

Ma fino ad allora avevo sempre creduto di piacere almeno un po’ a Ye Hua, e finché gli fossi piaciuta almeno un po’, allora sarei rimasta al suo fianco.

Sujin sospirava sorridendo finché ad un tratto afferrò la mia mano e mi accompagnò verso la Piattaforma del Giudizio degli Immortali per spingermi dentro.

O per lo meno così pensavo, perché in realtà fu lei che indietreggiando si gettò dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali. E mentre cercavo di realizzare ciò che stava accadendo mi sentii sfiorare da un’ombra scura che repentinamente la salvò.

Ye Hua tenendo in braccio Sujin si fermò davanti a me e gelido mi fissò. I suoi occhi neri bruciavano di ira.

Sujin con nel petto un debole sospiro disse: “Non rimproverare Susu penso che non mi abbia spinta intenzionalmente, è che ha sentito… ha sentito che il Monarca Celeste Tianjun vuole che io mi conceda a te, ed è stata un po’ impulsiva.”

Incredibile! Ovviamente… ovviamente io non avevo fatto nulla!

“Non sono stata io! Non sono stata io! Io non l’ho spinta! Ye Hua! Credimi! Credimi!” un po’ ripetevo un po’ cercavo di spiegargli, terrorizzata, confusa, apparivo a lui come una persona vile e spregevole.

Alzò la mano e con tono profondo gridò: “Basta! Credo a ciò che ho visto.”

Lui non desiderava ascoltare le mie spiegazioni. Con in braccio Sujin e con le sopracciglia corrucciate per la profonda preoccupazione, si allontanò precipitosamente dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali.

Quella notte tornò con espressione cupa e fermandosi davanti a me disse: “Gli occhi di Sujin sono stati feriti dal qi[4] caldo e dalle lame della Piattaforma del Giudizio degli Immortali. Susu adesso tocca a te, non avere paura. Voglio sposarti, da adesso in poi voglio essere i tuoi occhi.”

Prima, nei Nove Cieli non mi aveva mai detto di volermi sposare. Nel cuore dapprima sentii freddo, poi insieme esplosero ira e terrore.

Penso che mai prima, ero stata così fuori di me, lo afferrai istericamente per una mano e urlai: “Perché vuoi i miei occhi? Si è buttata da sola! Si è buttata da sola! Non sono stata io! Perché non mi credi?”

Il suo sguardo era profondamente addolorato, poi mi sorrise freddamente: “Se ci si butta dalla piattaforma si trova un qi funesto. E lei si sarebbe buttata? Non pensi a quel che dici? Susu sei davvero cambiata, sei sempre più irragionevole.”

In questi Nove Cieli ho solo lui. Avevo sempre pensato che dopo che il bambino fosse nato, lo avremmo portato mano nella mano a vedere la Distesa Infinita del Mare di Nuvole. Lui non sa quanto sia importante per me la luce.

In questo modo mi sono stati tolti gli occhi. Nainai si è presa cura di me per tre giorni. Dopo tre giorni, Sujin è venuta da me dicendo: “I tuoi occhi li sto usando proprio bene.”

Improvvisamente ho capito.

Hai mai amato qualcuno?

Hai mai odiato qualcuno?

In realtà questa doveva essere la loro storia d’amore infinito, ed io sono stata soltanto una passante coinvolta per puro caso.

In questi ultimi due giorni, non ho più invertito il giorno e la notte, e ho imparato, contando solo sulle mie orecchie, ad afferrare ogni più piccolo indizio.

Dopo pranzo Nainai barcollante è corsa dentro al cortile e senza fiato mi ha detto: “Niangniang, Niangniang! Il Monarca Celeste Tianjun ha appena pubblicato un editto in cui vuole… vuole che la Celestiale Concubina Imperiale Sujin si conceda… si conceda a Sua Altezza il Principe Ereditario.”

Ho sorriso, Ye Hua è stato finalmente nominato Principe Ereditario. Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Ma Sujin dopotutto non potrà mai essere la prima moglie di Ye Hua. Recentemente ho sentito dire che il Monarca Celeste Tianjun in passato aveva già fissato con l’Imperatore Bai Zhi delle Verdi Colline, che il suo successore avrebbe dovuto prendere in sposa sua figlia Bai Qian.

Improvvisi sono cominciati violenti i dolori alla pancia.

Nainai ha urlato a gran voce: “Niangniang! Cosa succede?”

Ho sollevato la testa, e guardando nella direzione in cui si trovava, mi sono sforzata di sorriderle: “Probabilmente sta per nascere.”

Partorire è un atto naturale. Svenivo e mi risvegliavo coi dolori. Da quando Sujin ha preso i miei occhi, Ye Hua è sempre con lei giorno e notte, e adesso accanto a me c’è soltanto Nainai che mi assiste. Mi trattengo dal chiamare il nome di Ye Hua.

È già sufficientemente tragico così, non devo sommare altra disgrazia.

Nainai in lacrime continuava a ripetermi: “Niangniang, lasciami la mano, vado a cercare Sua Altezza il Principe Ereditario, vado a cercare Sua Altezza il Principe Ereditario.”

Ero così sofferente da non riuscire nemmeno a parlare, e con la bocca sono riuscita solo a sillabare: “Nainai… resta con me per un po’… solo un po’…”

Lei piangeva aumentando il mio dolore.

È maschio!

Non so quando sia arrivato Ye Hua, ma quando mi sono risvegliata la mia mano era stretta da una mano gelida, la sua.

Ha preso il bambino in braccio e mi ha detto: “Puoi toccare il suo viso, ti somiglia molto.”

Non mi sono mossa. Amo questo bambino, ma non posso portarlo con me sul monte Junji, è necessario che io lo abbandoni qui.

Ed è questo il motivo per cui non voglio accarezzarlo, non voglio prenderlo in braccio, e non voglio provare sentimenti profondi per lui.

Ye Hua è rimasto seduto accanto a me per molto tempo, senza dire una parola.

Dopo che Ye Hua è andato via, ho chiamato Nainai che è subito corsa, e le ho detto di aver scelto il nome da dare al bambino, lo chiamerò Alì[5]. Lei sicuramente saprà prendersene cura.

Ye Hua ogni giorno viene a trovarmi, ma non è mai stato una persona troppo loquace. Io invece prima parlavo tanto, ma ultimamente non ho più niente di interessante da dirgli perciò, da un po’ di tempo, siamo diventate due persone taciturne.

Non abbiamo parlato del suo matrimonio con Sujin, e nemmeno Nainai ne ha parlato.

Dopo tre mesi, mi sono ripresa perfettamente. Lui mi ha portato della stoffa, chiedendomi se mi piacesse perché vorrebbe farmi fare un abito da sposa.

Mi ha detto: “Susu, te l’ho già detto che voglio sposarti”

Naturalmente lo so che è solo per compassione. Pensa che io, una semplice donna mortale senza occhi (nonostante lui creda che io sia la causa di questa mia disgrazia), non possa sopportare il suo odio, e prova così pietà per me.

Io invece penso che me ne andrò sicuramente. In questi Nove Cieli nessuno mi ha dato un motivo per restare.

Nainai mi accompagna nelle passeggiate. Ogni volta ripetiamo il percorso che dal Palazzo Xiwu conduce alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali. Nainai lo trova molto strano, ma le ho detto che mi piace sentire il profumo dei fiori di loto lungo la strada.

È trascorso solo un mese, e posso già fare affidamento sulle mie sensazioni per andare senza problemi dal Palazzo Xiwu alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali.

Ingannare Nainai è stato semplice. Ferma in piedi davanti alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali, penso che il mio cuore sia finalmente leggero come l’aria. Alì avrà Nainai che si prenderà cura di lui, e questo mi rende molto tranquilla.

Ma ad un tratto m’è venuto in mente di spiegarlo ancora una volta a Ye Hua. Non ho spinto io Sujin. Devo dirglielo, sia che mi creda sia che non mi creda.

Sul monte Junji, Ye Hua una volta mi diede un bellissimo specchio in rame. Quella volta doveva andare in un posto molto lontano a sbrigare alcune faccende importanti, e io sarei rimasta sola, allora dal sacco della sua manica[6] tirò fuori questo tesoro, e mi disse che ovunque egli si trovasse sarebbe bastato usare lo specchio per chiamarlo, e lui se non fosse stato impegnato mi avrebbe sicuramente risposto.

Non so perché dopo essere venuta ai Nove Cieli abbia ancora con me questo specchio, probabilmente perché questa è l’unica cosa che Ye Hua mi abbia mai regalato.

Ho preso in mano lo specchio. Da molto tempo non lo chiamo per nome, e con un po’ di esitazione ho detto: “Ye Hua?”

Dopo una lunga pausa la sua voce è giunta alle mie orecchie: “Susu?”

Mi sono dimenticata che lui non si trovava accanto a me, e lentamente ho abbassato la testa per acconsentire, e poi con molta difficoltà ho aperto la bocca per dire: “Torno al monte Junji, non serve che tu mi venga a cercare. Me la caverò da sola. Aiutami e prenditi cura di Alì. Io in passato sognavo sempre che un giorno avremmo accompagnato insieme Alì per mano a guardare brillare le stelle e la luna nel Mare di Nuvole, e gli avremmo raccontato della nostra storia sul monte Junji, ma adesso temo di non poterlo più fare.” Dopo aver riflettuto un po’ ho aggiunto: “Non dirgli che sua madre era una umana, gli immortali celesti non vedono di buon occhio i mortali.”

Ovviamente erano parole d’addio comuni, nonostante ciò, in un batter di ciglia mi venne voglia di piangere, alzai la testa per guardare il cielo, e pensai che da tempo ormai non avevo più gli occhi. Le lacrime allora da dove provenivano?

Il tono di Ye Hua sembrava trattenuto: “Tu… tu dove sei?”

“Alla Piattaforma del Giudizio degli Immortali” ho risposto “La Celestiale Concubina Imperiale Sujin mi ha detto che se salto dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali potrò tornare al monte Junji. Adesso mi sono abituata a non vedere, il monte Junji è la mia casa, conosco molto bene i dintorni, e vivere là da sola sarà facile per me…”

Velocemente ha interrotto le mie parole: “Susu fermati dove sei e non muoverti, arrivo immediatamente.”

Alla fine, non ho avuto il coraggio di spiegare ancora una volta i fatti di cui sono stata accusata, e cioè che quella volta Sujin non la spinsi io. Ma lui dopotutto non mi crede, ed io non posso sopportare la sua delusione e la sua mancanza di fiducia in me.

Ho detto infine: “Ye Hua, io lascio andare te e tu lasci andare me, d’ora in poi nessuno dei due deve niente all’altro.”

Ho fatto scivolare lo specchio di rame dalla mia mano, ho sentito il tonfo che la cornice ha fatto sbattendo sul suolo, e sono scomparsa alla sua vista mentre lo sentivo urlare violento: “Aspettami lì, non saltare…”

Mi sono voltata e sono saltata dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali. Ye Hua non ho più nulla da dire, fantastico.

A quel tempo non sapevo affatto che la Piattaforma del Giudizio degli Immortali giustiziasse gli immortali ma solo per la loro coltivazione[7]. Le persone comuni che fossero saltate dalla Piattaforma del Giudizio degli Immortali si sarebbero dissolte come cenere nel vento.

A quel tempo non sapevo nemmeno di non essere una mortale.

La violenza della Piattaforma del Giudizio degli Immortali non risparmiò un solo lembo della mia pelle, ma allo stesso tempo ruppe il sigillo della mia fronte la cui potenza magica era da sempre stata imbattuta. Non mi sarei mai aspettata che la voglia cremisi a forma di perla sulla mia fronte fosse da duecento anni un sigillo che mi avrebbe intrappolata in una vita mortale, piantata in me dal Monarca dei Demoni Qing Cang durante la Grande Guerra che intrapresi per rinchiuderlo nuovamente nella Campana dell’Imperatore Dong Huang[8]. Essa aveva trattenuto l’energia immortale del mio corpo insieme con la mia memoria, facendomi diventare una normale mortale.

Gli avvenimenti del passato vennero a me uno dopo l’altro senza fermarsi, e confusamente mi dissi: “Bai Qian,[9] sei nata da un corpo immortale e non ti è servito praticare per ascendere a Dea. Dove esiste nei Quattro Mari e Otto Terre una storia così fortunata? Senza attraversare questa tribolazione[10] come avresti potuto ascendere ad Alta Dea?”

Perciò questi decenni di amore, odio, gratitudine, e risentimento sono stati solamente una tribolazione.

Svenni nella Vasta Foresta dei Fiori di Pesco dell’Alto Dio Zhe Yan nel Mare Orientale. Dopo avermi soccorsa mi risvegliò e sospirando mi disse commosso: “I tuoi genitori e i tuoi fratelli sono impazziti nel cercarti, e anche io ero così preoccupato che in questi duecento anni non ho dormito sonni tranquilli. I tuoi occhi e le cicatrici su tutto il tuo corpo… ma cosa è successo?”

Cosa è successo? Semplicemente una tribolazione.

Sorridendo dissi a Zhe Yan: “Ricordo che qui hai una pozione, che se ingerita può far dimenticare gli avvenimenti e ripulire la mia memoria.”

Zhe Yan sollevò le sopracciglia: “In questi anni credo tu abbia attraversato molte situazioni traumatiche.”

Il sapore della zuppa fumante che ribolle davanti ai miei occhi è estremamente intenso.

In questo mondo non esiste Susu del monte Junji. Quello non è stato soltanto il sogno dell’Alta Dea Bai Qian figlia dell’Imperatore Bai Zhi del paese delle Verdi Colline, ma un’infinita sofferenza dai delicati toni dei fiori di pesco[11].

Dopo che mi sarò svegliata dal sogno, ciò che è accaduto nel sogno, verrà cancellato dalla mia memoria.


[1]     Niangniang: termine cinese per indicare la concubina imperiale

[2]     Il monte Junji si trova nelle Terre Orientali ed è da qui che nascono Sole e Luna ogni giorno.

[3] Yaochi è il luogo dove dimora la Dea Madre, tra il monte di Kunlun ed il Palazzo Celeste.

[4]     Qi l’energia vitale presente in ogni cosa nel mondo.

[5]     Per questo nome devo dare spiegazione dei caratteri utilizzati che la madre ha chiaramente scelto con cura, infatti, il secondo carattere离 significa “separazione”

[6]     L’hanfu è l’abito tipico della tradizione cinese ed è composto da una veste lunga fino ai piedi stretta in vita da una cintura decorata. Le maniche sono lunghe ed ampie ed al loro interno si trova una cucitura che restringe le maniche intorno al braccio. Lo spazio lasciato vuoto veniva usato per riporre piccoli oggetti.

[7]     La coltivazione è un concetto tipico delle filosofie buddhista e taoista. Essa intende la coltivazione delle virtù atta per raggiungere un livello più elevato di realizzazione personale ampliando la propria mente.

[8]     Dong Huang è l’Imperatore d’Oriente Taizi, uno dei 10 giusti dell’antichità nella mitologia cinese, il monarca del cielo.

[9]     Susu quindi è in realtà l’Alta Dea Bai Qian nominata da lei in precedenza: “Ma Sujin dopotutto non potrà mai essere la prima moglie di Ye Hua. Recentemente ho sentito dire che il Monarca Celeste Tianjun in passato aveva già fissato con l’Imperatore Bai Zhi delle Verdi Colline, che il suo successore avrebbe dovuto prendere in sposa sua figlia Bai Qian.”

[10]   La tribolazione è una prova a cui gli immortali si devono sottoporre per ascendere ad un livello particolarmente elevato.

[11]   I fiori di pesco in Cina simboleggiano l’amore


Questa è la mia personale traduzione dell’antefatto dell’opera di Tang Qi. Spero sia piaciuta 🙂

Attendo i vostri commenti qui sotto!


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5 risposte a “Tre vite, tre mondi, ed un’infinita distesa di fiori di pesco – 三生三世十里桃花 – Antefatto 📘🌷 ❤️”

  1. Avatar syrenmac

    Non ho ancora visto il drama ma quando lo farò leggerò sicuramente questo tuo post. Ho iniziato a leggere qualche riga ed è semplicemente meraviglioso come a volte la parola scritta possa evocare immagini e sensazioni più di ciò che si vede. Grazie ❤

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    1. Avatar Alecina74

      Anche il drama è meraviglioso, il mio preferito, ed ha un cast eccezionale. Te lo consiglio vivamente 🙂

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  2. Avatar syrenmac
    syrenmac

    Grazie!!!

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  3. Avatar Rita
    Rita

    Meraviglioso

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    1. Avatar Alecina74

      Grazie mille

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